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Democrazia Economica
Garantire a tutti la disponibilità delle minime necessità compresi cibo, vestiti, case, sanità, istruzione. Il diritto al lavoro è un requisito fondamentale per la garanzia delle minime necessità. Lo stato deve sostenere chi non è in grado di essere autosufficiente. Questo non è solo un diritto individuale, ma anche una necessità per lo sviluppo collettivo.
Incrementare costantemente il potere d'acquisto delle persone ridistribuendo la ricchezza. Sviluppare l'utilizzo delle risorse locali e sostenere la produzione di beni essenziali per soddisfare il consumo dell'intera popolazione.
Le persone devono avere il diritto di decidere dell'economia locale, quindi le imprese devono essere il più possibile gestite da cooperative o da sistemi aziendali che permettano ad ogni lavoratore di essere imprenditore dell'azienda per cui lavora, partecipando agli utili, ai rischi e alle decisioni.
Le persone che non vivono in una zona economica o che non intendono viverci stabilmente, non devono interferire nel controllo dell'economia locale.
PRANA DHARMA
Il " sine qua non" dell'esistenza umana

PRANA DHARMA: Il " sine qua non" dell'esistenza umana

In questo universo vi sono persone i cui pensieri, caratteri e comportamenti sono simili: "simili ma non identici". Le differenze nella mentalità e nel carattere umano, che si riflettono nella condotta umana esterna, sono dovute a varie propensioni e tendenze. Questo è ciò che s'intende per differenze fra le persone. Come i singoli esseri umani hanno le proprie distintive caratteristiche, similmente, i gruppi di persone si sono inoltrati in vari ambienti geografici, epoche storiche e atmosfere culturali, acquisendo anche le proprie caratteristiche.

Successivamente, quelle caratteristiche inerenti ad un particolare gruppo furono combinate con i pensieri e le idee di altri gruppi all'interno di una società. Ciò ha guidato allo sviluppo delle caratteristiche nazionali. In tal modo, si è sviluppata un'intera psicologia nazionale: l'agire esterno, l'orientamento sociale e la filosofia di vita. Questo processo produce differenti orientamenti nazionali che distinguono una nazione da un'altra. E' anche in questa maniera che differenti gruppi umani hanno sviluppato diverse prospettive sulla vita e il mondo. Tali differenze sono interne piuttosto che essere esterne. Attraverso un'appropriata educazione e una vita sociale ben integrata nel livello individuale e collettivo, le qualità interne possono essere propriamente sviluppate. La disciplina interna alla sfera psichica della vita individuale è ciò che possiamo definire come Prana Dharma della vita individuale. Quando le caratteristiche nazionali sono espresse in una particolare maniera, possiamo definirle come il Prana Dharma della nazione. Sebbene Italia, Francia, Inghilterra e America facciano parte del mondo occidentale, le loro caratteristiche nazionali non sono uniformi. Queste sono differenze rilevabili all'interno dei processi mentali di pensiero e della condotta esterna dell'Oriente e dell'Occidente. I pensieri e gli ideali dell'India sono molto differenti dagli altri paesi in Oriente. Fin dai tempi antichi, l'India è stata aderente al proprio Prana Dharma. In rapporto alla vita e al mondo, la gente indiana è sicuramente predisposta spiritualmente. Essi considerano ciascun pensiero e bisogno come una parte della pratica spirituale. La ragione risiede nel fatto che nell'antica India, i bambini studiavano dall'età di cinque sino a venticinque anni. Trascorrevano vite virtuose, disciplinate e pie e ricevevano un ampio addestramento nella conoscenza spirituale così come qualche grado di conoscenza mondana. Al termine dei loro corsi di studio, ritornavano a casa per intraprendere la vita da nubili. Da nubili continuavano a coltivare sia la conoscenza spirituale (para) che la conoscenza mondana (apara). Quando raggiungevano l'età di cinquant'anni, avendo rispettato tutte le loro responsabilità familiari, avrebbero intrapreso la vita di un vanaprasthai e ritirarsi in una foresta per concentrarsi nella coltivazione della scienza spirituale. Allora tutti gli aspetti della vita indiana erano basati sulla spiritualità. Quest'approccio soggettivo della vita divenne il Prana Dharma degli indiani. La spiritualità è penetrata così profondamente nella vita sociale indiana che anche i più duri e conosciuti ladri offrivano qualcosa alla dea Kalì prima di compiere un reato. Essi pregano la madre Kalì e la elogiano per assicurarsi il successo. L'antico sistema indiano educativo era basato su questo originario Prana Dharma. Conseguentemente, gli studenti indiani sviluppavano un carattere rispettoso, umile e nobile nella loro condotta.

La maniera astuta per tendere insidie ad un individuo o ad una nazione consiste nel deviarli dal loro originario Prana Dharma, qualche volta strappando con violenza il proprio diritto a seguirlo. Ciò li fiaccherà della forza e delle capacità insite in loro, portandoli a diventare sempre più deboli. Così come un uccello spogliato del proprio diritto di volare liberamente, si riduce gradualmente allo stato di bipede, similmente gli esseri umani, quando sono privati del Prana Dharma, perdono la loro posizione elevata.

COLONIALISMO E PRANA DHARMA

Il dominio britannico e il Prana Dharma indiano

I governanti britannici furono molto abili. Invece di attaccare direttamente il Prana Dharma indiano, preferirono la strada della diplomazia. Credettero che per mantenere il dominio britannico sull'India avrebbero dovuto creare un gruppo di sostenitori nativi che fossero indiani per nascita e aspetto ma europei per maniere, costumi, educazione, gusto e cultura. Così introdussero un sistema educativo basato sul sistema britannico. Questo fu un ovvio tentativo di minacciare il Prana Dharma indiano. Come risultato, la gente dell'India dimenticò le sue caratteristiche nazionali peculiari e sviluppò un orientamento completamente occidentale. Le qualità morali, sociali e spirituali che erano state sviluppate con il sistema di educazione indiano furono ignorate. Piuttosto, la gioventù indiana, sotto l'influenza della civiltà materialistica occidentale, crebbe cinica, materialistica e atea. Fu creata una classe di persone istruite che non era né inglese né indiana. Molti di loro furono impiegati nel Servizio Civile Indiano. Un certo studente, una volta, osservò che il Servizio Civile Indiano "non è né indiano, né civile, né di servizio". Queste persone divennero alienate dal principale flusso della vita sociale indiana perché la loro condotta, il comportamento, i costumi, le maniere, i pensieri e gli ideali erano differenti da quelli degli altri indiani. Questa nuova classe di persone con una moderna educazione non poteva considerare le innocenti e semplici masse dell'India rurale come una parte di loro. Gli abili governanti inglesi li ammaestrarono in una tale sottile via che rispettavano i governanti inglesi come più vicini a loro degli indiani. Lo scopo imperialistico britannico era raggiunto: il dominio coloniale fu fermamente stabilito.

Il dominio britannico e il Prana Dharma cinese

I britannici tentarono anche di distruggere il naturale Prana Dharma della gente cinese. Prima del dominio di Kuomintang, la gente cinese era semplice, amante della pace, energica e inclinata spiritualmente. Ma i britannici importarono un'alta quantità di oppio a poco prezzo nella Cina e resero le energiche e pie persone, come pigre e indolenti. Allora la razza cinese deviò dal proprio originario Prana Dharma. Come risultato, fu facile sviarli sulla strada del comunismo. I britannici furono responsabili dell'annientamento del Prana Dharma cinese. Il comunismo distrusse completamente l'antica religione cinese e terminò il compito incompiuto dei britannici.

22-04-2007 Proutist Universal Italia

PROUT è equilibrio fra:
Necessità delle persone
Garanzia delle necessità primarie (cibo, vestiario, casa, istruzione, sanità)
Distribuzione della ricchezza
Intervento statale
Garantire alle imprese l'acquisto di materie prime, energia e trasporti al prezzo minimo di mercato
Garantire la concorrenza, impedendo la formazione di monopoli e concentrazioni dannose di potere economico
Libero mercato
Controllo diretto dei lavoratori tramite la cooperazione coordinata per le grandi e medie imprese
Gestione a conduzione famigliare delle piccole imprese e delle imprese artigiane